lunedì 14 maggio 2012

Tre ragazzi. Storia di una foto


In questa foto ci sono tre ragazzi che oggi sono tre uomini. Hanno avuto, ovviamente, storie molto diverse. Diciamo, anzi, che il ragazzo al centro ha fatto la Storia. Del calcio, prima ancora che della Juve. Alla sua destra ci sono io, alla sua sinistra un caro amico col quale ho dato i primi calci al pallone e con cui ho diviso vacanze, scazzi, risate e litri di alcol in discoteca. Siamo cresciuti insieme e, in qualche modo, con noi è cresciuto anche quel ragazzo al centro.

sabato 14 aprile 2012

Diaz, il film che tutti dovremmo vedere

DIAZ. Don't clean up this blood è un film da vedere. Se abitualmente andate al cinema, è facile che l'abbiate messo in programma, se ci andate poco, dategli la priorità. E non perché sia un capolavoro, quanto per il suo valore civile. Io sono andato a vederlo ieri sera.
L'avevo messo nel mirino già dal momento in cui avevo saputo che lo avrebbero realizzato e che il regista sarebbe stato Daniele Vicari, per me una garanzia. Così mi ci sono avvicinato senza leggere nulla, per non farmi influenzare.
Diaz è una botta, un calcio nello stomaco anche di noi spettatori. Non ricostruisce la catena delle colpe, ma ti sbatte in faccia l'abominio di quanto accaduto a Genova, in quella scuola e nel carcere di Bolzaneto. Lo fa in maniera tautologica, nel senso che non aggiunge nulla a quanto già, più o meno, sappiamo, abbiamo letto, ricordiamo. Ma è proprio in questo esplicitare la violenza di quei giorni di fine luglio la sua forza, il suo merito.

Io mi sono ritrovato a pensare: "Cazzo! avrei potuto esserci anche io lì". E non perché in quei giorni fossi al G8, ma se ci fossi stato, non sarebbe stato implausibile che finissi a dormire alla Diaz. Io in quei giorni stavo facendo lo stage al web della Stampa e ricordo l'uccisione di Carlo Giuliani vissuta tra tv e agenzie stampa, la concitazione e il nervosismo che c'era anche in redazione. E ricordo quando, la sera dopo, rientrato a casa, mi trovai a seguire i collegamenti tv dalla Diaz. Ancora non sapevamo, non potevamo capire l'orrore che vi si era appena consumato. Vedendo il film, sono tornato a quella sera e la rabbia è salita, assieme alla vergogna. Che tutto ciò sia evvenuto a pochi chilometri da casa nostra, nel nostro Paese, protagonista quella polizia di Stato che deve difenderci, mi fa davvero incazzare. E non c'è giustificazione che regga. E' stata violenza folle, lo sappiamo. E oggi le critiche da destra alla ricostruzione cinematografica mi fanno sorridere (fosse per loro probabilmente simili azioni andrebbero anche ripetute), così come quelle dell'estrema sinistra (ho fatto la mia tesi di laurea sul cinema italiano degli Anni 70 di impegno civile e politico e ho potuto constatare come avesse sempre qualcosa da eccepire, perfino su quei gioielli di Elio Petri con Gian Maria Volontè).

Non è un film facile da sopportare. Fa male. Il magone è lì che ti fa la posta e in più di un momento senti gli occhi che si gonfiano di lacrime. Ti muovi sulla poltrona del cinema, sei a disagio e vorresti, lo vorresti sul serio, che fosse solo finzione, che quanto stai vedendo fosse nato dalla penna di uno sceneggiatore. E invece no, cazzo, invece no. E' successo tutto per davvero. Vai a casa con quelle immagini stampate nella mente e rivedi quelle tremende sequenze, risenti il rumore delle botte e le urla, i lamenti di quei ragazzi. Ti resta l'amaro in bocca perché nessuno ha davvero pagato per quanto è successo. Anche chi è stato condannato ha avuto o sta per avere il culo salvo grazie alla prescrizione. E, allora, l'unico modo per fare giustizia è perpetrare il ricordo di quanto è successo alla scuola Diaz e alla caserma Bolzaneto di Genova nel luglio 2001. Quel sangue non è da lavare.
Mai più, vi prego, mai più. Quella notte avete ucciso la mia generazione. E' una colpa da cui non sarete mai assolti.

martedì 10 aprile 2012

Perché l'Umberto è bravo e buono

Di tutto quanto sta succedendo in questi giorni nella Lega Nord, e che mi dà un certo gusto, c'è un aspetto di cui fatico a farmi capace. Non lo capisco proprio. E' la difesa strenue del capo, del padre direbbero i di verde vestiti. "L'Umberto non c'entra mica", ripetono come un mantra, "è uno buono, si sono approfittati", insistono forse per convincere prima di tutti loro stessi. O forse no: l'ho detto, non li capisco. E poi c'è chi si spinge anche a dire che è successo perché era malato. E non c'è dubbio che lo fosse, perché lo è e lo era da anni. Eppure non hanno mai avuto da ridire sul fatto che fosse il segretario della Lega o, ben peggio, ministro della Repubblica. Quindi delle due l'una: o era incapace di agire liberamente perché menomato dalla malattia e allora abbiamo avuto un ministro chiaramente non adatto a ricoprire quel ruolo, o era lucido e presente a se stesso e quindi sapeva benissimo quanto stava succedendo in casa sua.

giovedì 29 marzo 2012

Questa l'ho sentita per caso, giuro... - Regina Spektor - "All The Rowboats"

Vi ricordate quando vi dicevo che la canzone nuova di Regina Spektor è bellissima? Ecco, adesso c'è anche il video, che non saprei dirvi se è bello o no, però è davvero molto suggestivo e la canzone più la sento e più mi piace.


mercoledì 15 febbraio 2012

Cosa vi siete persi - Sanremo '12 - Prima serata

Anche quest'anno, puntuale come le tasse (sì, l'ho copiata da twitter come quella della neve ogni morte di Papa), inevitabile come l'influenza (ovvio, anche questa) è tornato il festivàl, la grande kermesse della canzone italiana e con il festivàl torniamo anche noi, con un breve riassunto per poterne parlare davanti alla macchinetta del caffè anche senza averlo visto.

venerdì 10 febbraio 2012

Specchio Riflesso - 10 febbraio

Anche questa settimana le risposte alle domande che i lettori de La Stampa non potevano proprio non fare.

7 febbraio


Un lettore scrive:

«Qualcuno si è accorto che i bus di Torino sono senza riscaldamento e che in metropolitana si gela? Vi sembra un servizio adeguato soprattutto con queste temperature e con l'aumento del biglietto? Sentendo discorsi fra autisti Gtt sembrerebbe che per risparmiare, l'impianto del riscaldamento per i passeggeri sia stato scollegato, penso che adotteranno la stessa strategia per l'aria condizionata d'estate».

EMANUELA

venerdì 3 febbraio 2012

Specchio Riflesso - 3 febbraio - Speciale Neve


Una lettrice scrive:

«A riguardo delle dichiarazione rese dal sindaco sulla nevicata, lo inviterei a transitare come pedoni per le vie della città centrali e periferiche. E' palese che il servizio degli spalatori è stato maldestro, incompleto e totalmente inefficace. Gli spazzaneve meccanici hanno liberato le vie, ma accumulato neve ai bordi delle strade. Gli attraversamenti pedonali sono inaccessibili, e così anche le fermate dei mezzi pubblici (liberate alla meglio solo nell'area delle pensiline). Il sale è stato sparso eccessivamente in alcuni punti ed in altri manca. Mi chiedo se si aspetta che qualcuno scivoli e finisca sotto un'auto o peggio bus o tram!
«E' allucinante la zona di accesso inferiore alla stazione della metropolitana Paradiso: uno scivolo totale segnalato unicamente dal cartello giallo di pericolo, possibile che gli addetti non asciughino o spargano della segatura? Ho già segnalato in passato a GTT e Comune analoghe carenze, ma nulla è stato risolto e le risposte si risolvono in laconiche quanto vaghe rassicurazioni».
MARIA MANZONI

mercoledì 1 febbraio 2012

Specchio Riflesso - 1 febbraio

Lo so, l'assenza è stata lunga, ma ecco le risposte alle lettere mandate a Specchio dei Tempi negli ultimi giorni e se le lettere continueranno ad essere così inutili, noi continueremo a sentirci in dovere di rispondere...

venerdì 20 gennaio 2012

Primo ascolto - Bruce Springsteen - We Take Care Of Our Own


La aspettavo, ma senza aspettarmi di avere un'illuminazione o di innamorarmene al primo ascolto e infatti direi che più o meno è andata così. We Take Care Of Our Own è il primo singolo del nuovo album di Bruce Springsteen, Wrecking Ball, che uscirà il 6 marzo e di cui si parlava da un po' di tempo nell'attesa di notizie ufficiali.

lunedì 9 gennaio 2012

Cosa vi siete persi - X Factor 5 - Finale

Finisce anche la quinta serie di X Factor, un successo per la trasmissione visto il livello d'eccellenza di molti dei concorrenti, un successo per Sky che l'ha prodotta con degli standard molto alti e vedremo nei prossimi mesi se arriverà il successo anche per i cantanti che da questa serie sono usciti. Puntata finale, dicevamo, l'ottava, in cui sono rimasti in gara Francesca, Antonella e i Moderni per ottenere la vittoria finale, un contratto con Sony per un album che fino ad ora non ha mai lasciato tracce indimenticabili, vediamo cosa è successo.