Quindi alla fine ce l'abbiamo fatta, Gianni Riotta riporta fonti del Dipartimento di stato USA secondo cui i leader europei non consultano più Berlusconi e il governo italiano; ovviamente in tutto questo non c'è niente che mi stupisca, è talmente evidente la mancanza di serietà, preparazione, professionalità e competenza di questo esecutivo che francamente mi immagino che se anche prima si fosse comunque continuata la routine dovuta delle consultazioni, qualunque parere arrivasse dal paese della pizza e del sole fosse comunque presa in considerazione come la farneticazione dello scemo del villaggio. Ecco, ora è un dato di fatto e non si preoccupano neanche di tenerlo segreto, siamo fuori da tutto, non siamo considerati in nessun modo, a nessuno interessa più cosa possa dire l'asino della classe, non siamo più neanche sopportati come una macchietta.
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venerdì 16 settembre 2011
mercoledì 27 aprile 2011
"Come on, relax!" - "Uuuuummmmm, co' 'sto relax! Che ansia tremenda!"
Facciamo così, io adesso provo a spiegarvelo, poi non dite che non ve l'avevo detto, allora, in poche parole ieri non vi ha semplicemente detto che 17 anni fa avete rinunciato a pensare demandando a lui ogni vostra preoccupazione e che il discorso della democrazia ve lo dovete far andare bene solo quando sostenete che lui è lì perché l'avete votato e la maggioranza degli elettori lo vuole, ma non quando si parla di referendum e di sentire cosa avete da dire su una questione che vi riguarda. Ieri vi ha detto che non solo ha capito che vi piace farvi inculare, ma che quando lo fa vi piace anche dire "Sono la tua stronza, sono la tua stronza!"
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martedì 12 aprile 2011
Chi volete libero? Barabba!!!
Ecco, io non sono un credente, però conosco le "cose di chiesa", sono cresciuto all'oratorio, ho studiato (vebbè, studiato) quattro anni dai salesiani, da ragazzino andavo a messa e quindi la materia la posseggo abbastanza.
Ebbene, a me non pare che don Giovanni Bellò in questa mirabile intervista faccia una gran bella pubblicità alla Chiesa cattolica. Insomma, a me verrebbe voglia di darmi al buddisimo, all'islamismo, all'ebraismo, all'animismo, allo zoroastrismo, ma non al cattolicesimo. Ormai è chiaro che in Italia vale tutto, ma qui si è superata davvero la decenza. Credo, spero. Amen.
Ebbene, a me non pare che don Giovanni Bellò in questa mirabile intervista faccia una gran bella pubblicità alla Chiesa cattolica. Insomma, a me verrebbe voglia di darmi al buddisimo, all'islamismo, all'ebraismo, all'animismo, allo zoroastrismo, ma non al cattolicesimo. Ormai è chiaro che in Italia vale tutto, ma qui si è superata davvero la decenza. Credo, spero. Amen.
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venerdì 4 marzo 2011
Il mio cavallo per un regno

Si avvicinano le elezioni amministrative, il 15 e 16 maggio con buona pace delle opposizioni che come al solito perderanno la battaglia per riunirle con il referendum in un unico election-day, a Torino la situazione dei due schieramenti è diametralmente opposta e probabilmente è così ovunque, dato che sembra una diretta derivazione dei rispettivi modi di vedere la “politica”: il centrosinistra ha messo in campo la macchina delle primarie, con tutto il corollario di un paio di mesi di nomine, autocandidature, controcandidature, campagne elettorali, dibattiti, informazione, prese di posizione e alla fine il voto, che nel caso ha prodotto la candidatura di Fassino a prossimo sindaco di Torino contro...
Già, contro chi? Dall’altra parte il centrodestra sembra non avere neanche ancora pensato a chi candidare, fino alla scorsa settimana il silenzio sulla questione era stordente, dal post-primarie iniziano ad affacciarsi i primi nomi di probabili candidati; probabilmente non c’è mai stato un candidato forte e si sono voluti aspettare i risultati per fare una controcandidatura ritagliata sulla sfida al candidato effettivo del centrosinistra.
Quello che non capisco è perché, la gente tanto va a votare Berlusconi, l’esempio lampante sono state le elezioni per la presidenza della regione, quasi nessuno degli elettori aveva la più pallida idea di chi fosse Cota, eppure ha vinto, quasi nessuno è andato a votare Cota, si andava a votare Berlusconi col suo Sancho Panza contro i mulini comunisti, l’importante è che il presdelcons faccia la sua presenza in campagna elettorale e chi di dovere capisce che nome scrivere e dove mettere la croce senza bisogno di porsi altre domande, ecco, l’importante al limite è che il nome sia semplice: Costa, Rosso, Ghigo, Cota… mai più di 5 lettere per non andare in confusione.
Io vorrei fare una scommessa, solo che non potrò mai avere una controprova, candidassero un altro signor Rosso, Dell’Utri, Berlusconi in persona, me, un cavallo o Diabolik alla fine prenderemmo tutti lo stesso numero di voti (compatibilmente alla difficoltà del nome da scrivere…).
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giovedì 3 marzo 2011
L'eletto

Al mercato del bestiame è arrivato un nuovo esemplare di tutto rispetto e che merita di essere analizzato con una certa attenzione (no, in effetti non meriterebbe neanche perderci due minuti, ma siccome si continua a prendere queste cose sul serio…), la bestia in questione fa tutto quello che fanno le altre bestie, pascola negli stessi prati, mangia nella stessa porcilaia, si accoppia nelle stesse stalle, viene comprata e venduta negli stessi mercati agli stessi prezzi. Il nuovo esemplare, che poi tanto nuovo non è, perché è un po’di anni ormai che mangia nella porcilaia, ha però una consapevolezza tutta nuova, quella di se stesso, la bestia in questione è convinta di essere meglio di tutte le altre bestie, di fare scelte consapevoli e anzi che non solo tutto il mercato del bestiame dipenda dalle sue azioni, ma anche tutto quell’altro mondo là fuori.
giovedì 20 gennaio 2011
La difesa del colibrì
No, questa volta non ci casco. Troppe volte sono stato sedotto e poi abbandonato. E, allora no, questa volta manterrò una ferrea difesa dei miei sentimenti. L'Italia resterà cosa sua, di Silvius I. Niente da fare. Al bando le illusioni.
Quello del quale siamo spettatori è uno scandalo di proporzioni tali che avrebbe mandato a casa qualsiasi primo ministro di qualsiasi Paese in cui la moneta corrente non sia la pizza di fango o il nichelino di paglia. E non per merito di qualche forza sovrannaturale, semplicemente perché il politico, colto con il colibrì nel bungabunga, avrebbe avuto la decenza di dimettersi dinnanzi all'indignazione (incazzatura?) dell'opinione pubblica. Ma, come da più parti è stato scritto e detto in questi giorni, l'Italia non è un Paese normale e non lo è più da diverso tempo.
Quello del quale siamo spettatori è uno scandalo di proporzioni tali che avrebbe mandato a casa qualsiasi primo ministro di qualsiasi Paese in cui la moneta corrente non sia la pizza di fango o il nichelino di paglia. E non per merito di qualche forza sovrannaturale, semplicemente perché il politico, colto con il colibrì nel bungabunga, avrebbe avuto la decenza di dimettersi dinnanzi all'indignazione (incazzatura?) dell'opinione pubblica. Ma, come da più parti è stato scritto e detto in questi giorni, l'Italia non è un Paese normale e non lo è più da diverso tempo.
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