Ora che torna a scrivere sui quotidiani, che tutti sono amici, che sì, tutto è a tarallucci e vino, dai, che simpatica guasconata, facciamoci due risate tutti insieme, finalmente ve lo posso dire.
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lunedì 17 giugno 2013
mercoledì 4 gennaio 2012
La classe operaia in paradiso non c'è andata. No no.
Se mi fermo un attimo. Se mi fermo e ci penso, mi assale un certo malessere, mi viene il forte dubbio che mica stiamo capendo fino in fondo, per davvero, com'è la situazione. Non riusciamo a focalizzare. Un po' per incoscienza, un po' per paura e un po' per menfreghismo stiamo andando avanti come nulla fosse. Badiamo ai casi nostri e tanto ci basta.
lunedì 3 ottobre 2011
Ancora due parole sulla lettera di Della Valle
Allora, provo a essere abbastanza breve ché già tempo a riguardo ne ho perso troppo, ma forse la lettera di ieri di Diego Della Valle richiede ancora qualche riflessione, purtroppo i fili che si intrecciano sono molti, la lettera in sé, se non stiamo a guardare l'italiano orribile in cui è scritta (e non dovrebbe neanche questo essere problema da poco,stai parlando in modo importante di una cosa importante, hai a libro paga fior di uffici stampa,questa sciatteria la trovo imperdonabile) ha molti punti condivisibili, quasi tutti in realtà, sfido a trovare qualcuno che non pensi queste cose senza vergognarsi almeno un po', e però...
sabato 1 ottobre 2011
Diego, ti spiego
Caro Diego, io lo so che probabilmente parto un po'prevenuto, già non mi stai molto simpatico e in più oggi mi costringi anche a usare uno dei tormentoni più tristi delle ultime pubblicità come titolo del post, ma probabilmente la cosa è reciproca, neanch'io ti sarò molto simpatico, d'altra parte non ho mai comprato un tuo prodotto: le scarpe coi gommini sono fatte nella peggiore delle ipotesi per degli wannabee e nella migliore per degli sfigati e quelle con la "H" sono fatte solo per i nani (in effetti quando ti ho incrociato ho capito perché le avessi inventate).
venerdì 16 settembre 2011
E non se ne vogliono andare (post malmostoso)
Ricordate? Negli Anni 80 c'era una serie tv con Virna Lisi che si chiamava "E non se ne vogliono andare". Ecco, lo stesso titolo andrebbe benissimo per l'attuale situazione politica italiana. Insomma, qua crolla tutto e questi manco si sognano di dare un senso alla loro esistenza, un'impennata di dignità (ne hanno?). Siamo governati da una manica di cialtroni.
martedì 12 luglio 2011
Poi non dite che non ve l'avevo detto
Allora, facciamo così, siccome negli ultimi anni ho sviluppato una certa propensione a capire quello che sta succedendo nella gestione di questo paese al di là delle letture e delle spiegazioni che ne danno i media e dato che tutte queste presunzioni si rivelano poi tristemente corrette, adesso anziché rivelarle ai soliti 4 o 5 disgraziati che hanno la sventura di chiedermi cosa ne pensi, farò che scriverle qua, esponendomi evidentemente al pubblico ludibrio se quello che immagino poi non si verifica, ma se va proprio così, ecco, poi non dite che non ve l'avevo detto.
Poiché da mesi vado vaticinando che la gestione della cosa pubblica italiana da parte dell'attuale "governo" sta portando il paese verso un baratro da cui non riusciremo a risollevarci di sicuro noi e probabilmente neanche i nostri figli, in questi giorni mi sono fermato un attimo per guardare quello che succede intorno mentre tutti i giornali del mondo ci danno per spacciati.martedì 12 aprile 2011
Suonerie e tavolette
Si son scambiati le suonerie... la piattaforma multimediale per restare in contatto con le tavolette... le tavolette... questo è il livello...
Chi volete libero? Barabba!!!
Ecco, io non sono un credente, però conosco le "cose di chiesa", sono cresciuto all'oratorio, ho studiato (vebbè, studiato) quattro anni dai salesiani, da ragazzino andavo a messa e quindi la materia la posseggo abbastanza.
Ebbene, a me non pare che don Giovanni Bellò in questa mirabile intervista faccia una gran bella pubblicità alla Chiesa cattolica. Insomma, a me verrebbe voglia di darmi al buddisimo, all'islamismo, all'ebraismo, all'animismo, allo zoroastrismo, ma non al cattolicesimo. Ormai è chiaro che in Italia vale tutto, ma qui si è superata davvero la decenza. Credo, spero. Amen.
Ebbene, a me non pare che don Giovanni Bellò in questa mirabile intervista faccia una gran bella pubblicità alla Chiesa cattolica. Insomma, a me verrebbe voglia di darmi al buddisimo, all'islamismo, all'ebraismo, all'animismo, allo zoroastrismo, ma non al cattolicesimo. Ormai è chiaro che in Italia vale tutto, ma qui si è superata davvero la decenza. Credo, spero. Amen.
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Specchio Riflesso - 12 aprile
Torna anche oggi la rubrica che nessuno aveva chiesto, ma di cui ormai tutti sentono il bisogno: da anni torinesi e non scrivono a "La Stampa", le lettere vengono selezionate e impaginate nella rubrica "Specchio dei Tempi" ma nessuno dà loro una risposta... adesso ci pensiamo noi.Un lettore scrive:
«Via Collegno angolo Via Peyron: dopo esser stati "ostaggio" dei lavori per tutto l'inverno, con amara sorpresa constatiamo dai cartelli che le ruspe riscaveranno nelle suddette vie dopo aver coperto ed asfaltato qualche settimana fa il manto stradale per i lavori di posa dei tubi del teleriscaldamento. Tutto questo con notevole disagio per parcheggi, viabilità, rumori, polveri, etc.
«Alla domanda, rivolta alle ditte, del motivo di tale curioso modo di operare, ci viene risposto che solo oggi hanno ricevuto dall'Aes i disegni con i collegamenti (gli "attacchi") da posare per collegare gli stabili che insistono su quelle vie.
«E dire che, mentre si scavava in inverno, alle stesse ditte era stato insistentemente domandato (senza ottenere nessuna risposta) come mai non venissero posate le condotte di raccordo per i diversi stabili che ne avevano fatto richiesta (entro il 20 novembre 2010). Fare buche e tappare buche, fare buche e tappare buche... chi pagherà per questa mancanza di comunicazione e coordinamento dei lavori?».
GIANPIERO B.
Eh, Gianpiero, che dire...è un'antica storia questa, ci aveva fatto già un monologo Paolo Rossi quasi 20 anni fa, di sicuro nel migliore dei mondi possibili avrebbero aperto, fatto tutto quello che c'era da fare e richiuso, chi pagherà invece non te lo sto neanche a dire, come sempre la risposta la sai già.
Una lettrice scrive:
«Avevo appena letto su La Stampa che cento tunisini provenienti da Lampedusa e ospitati nel Cpt di Corso Brunelleschi sarebbero stati dotati del previsto permesso temporaneo di soggiorno e rilasciati, liberi di andare per la città, quando sono uscita per recarmi, a fare la spesa al mercato dello stesso corso Brunelleschi. Solitamente parcheggio negli stalli posti all'angolo con via Bardonecchia. Stavolta ho trovato un posteggiatore abusivo, ad occhio e croce direi proprio tunisino. Tirare dritto o pagare il "migrante"? E temo che l'euro "dovuto", per il posteggio teoricamente libero, sia solo l'inizio».
MARIA ROCCA
Cara Maria, meno male che l'avevi appena letto, altrimenti magari non saresti riuscita a trarre le conclusioni, solo una domanda, oltre a dire che era "proprio tunisino", "a occhio e croce" diresti anche che è proprio uno dei cento appena arrivati?
Un lettore scrive:
«Invito il signor Gianpaolo Ceni che vorrebbe dei dissuasori in cemento antistanti i fabbricati di piazza Emanuele Filiberto 8-10-12 a venire a prendersi quelli abbandonati da anni nel controviale di corso Mediterraneo di fronte ai numeri civici 110-112-114-116 che, oltre a servire a nulla, impediscono l'ingresso agli stabili. La loro rimozione è già stata richiesta più volte al Comune ma è valsa a nulla perché il Comune non sa cosa farsene. Per favore venite a prenderli voi: ve li cediamo gratuitamente».
PIERO ROSSO
Oh, ed ecco che finalmente la rubrica (non la mia, quella vera) diventa DAVVERO di pubblica utilità, visto Gianpaolo? In meno di una settimana grazie a Specchio dei Tempi si è già risolta la questione, quindi andate a prendere i dissuasori, piazzateli sulla via e ricordati il consiglio, da domani sera tutti sul balcone a godersi lo spettacolo di chi non trova parcheggio...
Un lettore scrive:
«A proposito del collare tricolore sulla Mole Antonelliana, perché non approfittiamo delle prossime amministrative per chiedere a tutta la popolazione il parere sul suo mantenimento o la sua rimozione? Così per una volta vediamo che effetto fa la democrazia diretta così come fu inventata 25 secoli fa circa. Non starei a far cose troppo complicate e costose con voto segreto. Basterebbe un semplice Sì/No accanto al proprio nome nell'elenco elettorale (o su un elenco ad hoc, se l'originale non può essere alterato). Oppure un computer per seggio con un touch screen per sperimentare anche la votazione elettronica».
FRANCESCO S.
Grande Francesco, niente cose troppo costose, giusto un computer con touch screen per seggio... e poi facciamo una consultazione popolare per scegliere il colore quando alla prossima ristrutturazione ci sarà da ritinteggiare la facciata di Porta Nuova, una per decidere se mettere il semaforo all'incrocio di corso Cairoli con via Mazzini che premeva tanto a Ettore, una per l'utilizzo da dare all'Arena Rock, una per le posizioni di tutte le installazioni delle Luci d'Artista per l'anno prossimo, una per come potare gli alberi nei controviali, quando vuoi fermami...
lunedì 7 marzo 2011
OnorevoLele

Lele Mora ha annunciato che si candiderà alle prossime elezioni “forse con il Pdl”, FORSE eh?!?!? Che poi magari vi venivano dei dubbi: mmmhhh, con chi si potrebbe candidare Lele Mora? ha busti di Mussolini e suoneria del duce sul cellulare, magari con la Fiamma Tricolore? No, nessuno della fiamma tricolore gli presterebbe qualche milione a babbo morto (certo, previa tangente all’amico/mediatore Emilio), con chi altri...socialdemocaratici? repubblicani? liberali? La fantomatica Rifondazione socialista che cercava di comprare Bucchino?
Forse….
O forse il Pdl… ecco, avete capito? Stanno preparando la lista di chi ha bisogno dell’immunità, d’altra parte “Mora” è anche facile da scrivere.
venerdì 4 marzo 2011
Il mio cavallo per un regno

Si avvicinano le elezioni amministrative, il 15 e 16 maggio con buona pace delle opposizioni che come al solito perderanno la battaglia per riunirle con il referendum in un unico election-day, a Torino la situazione dei due schieramenti è diametralmente opposta e probabilmente è così ovunque, dato che sembra una diretta derivazione dei rispettivi modi di vedere la “politica”: il centrosinistra ha messo in campo la macchina delle primarie, con tutto il corollario di un paio di mesi di nomine, autocandidature, controcandidature, campagne elettorali, dibattiti, informazione, prese di posizione e alla fine il voto, che nel caso ha prodotto la candidatura di Fassino a prossimo sindaco di Torino contro...
Già, contro chi? Dall’altra parte il centrodestra sembra non avere neanche ancora pensato a chi candidare, fino alla scorsa settimana il silenzio sulla questione era stordente, dal post-primarie iniziano ad affacciarsi i primi nomi di probabili candidati; probabilmente non c’è mai stato un candidato forte e si sono voluti aspettare i risultati per fare una controcandidatura ritagliata sulla sfida al candidato effettivo del centrosinistra.
Quello che non capisco è perché, la gente tanto va a votare Berlusconi, l’esempio lampante sono state le elezioni per la presidenza della regione, quasi nessuno degli elettori aveva la più pallida idea di chi fosse Cota, eppure ha vinto, quasi nessuno è andato a votare Cota, si andava a votare Berlusconi col suo Sancho Panza contro i mulini comunisti, l’importante è che il presdelcons faccia la sua presenza in campagna elettorale e chi di dovere capisce che nome scrivere e dove mettere la croce senza bisogno di porsi altre domande, ecco, l’importante al limite è che il nome sia semplice: Costa, Rosso, Ghigo, Cota… mai più di 5 lettere per non andare in confusione.
Io vorrei fare una scommessa, solo che non potrò mai avere una controprova, candidassero un altro signor Rosso, Dell’Utri, Berlusconi in persona, me, un cavallo o Diabolik alla fine prenderemmo tutti lo stesso numero di voti (compatibilmente alla difficoltà del nome da scrivere…).
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giovedì 3 marzo 2011
L'eletto

Al mercato del bestiame è arrivato un nuovo esemplare di tutto rispetto e che merita di essere analizzato con una certa attenzione (no, in effetti non meriterebbe neanche perderci due minuti, ma siccome si continua a prendere queste cose sul serio…), la bestia in questione fa tutto quello che fanno le altre bestie, pascola negli stessi prati, mangia nella stessa porcilaia, si accoppia nelle stesse stalle, viene comprata e venduta negli stessi mercati agli stessi prezzi. Il nuovo esemplare, che poi tanto nuovo non è, perché è un po’di anni ormai che mangia nella porcilaia, ha però una consapevolezza tutta nuova, quella di se stesso, la bestia in questione è convinta di essere meglio di tutte le altre bestie, di fare scelte consapevoli e anzi che non solo tutto il mercato del bestiame dipenda dalle sue azioni, ma anche tutto quell’altro mondo là fuori.
martedì 1 marzo 2011
Cosa poteva mai sapere Piero Calamandrei dell'Italia di inizio Terzo millennio?
Oggi mi affido totalmente alle parole di un grande italiano: Piero Calamandrei. Leggete, anche se è un po' lungo. Ne vale davvero la pena.
Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata.
Allora, il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private.
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martedì 22 febbraio 2011
Appello urgente al governo della nazione

Il momento è tragico, i dirigenti del PdL nella persona unica del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi o in subordine in quella dell'inascoltato e dall'inesistente credibilità ministro degli esteri sig. Franco Frattini dovrebbero comunicare ai loro elettori cosa questi dovrebbero pensare riguardo agli avvenimenti che in queste ore stanno scuotendo la Libia.
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mercoledì 16 febbraio 2011
Mentire sapendo di mentire

La scorsa settimana c’è stato un ritrovo al teatro Dal Verme di Milano, era o voleva essere un ritrovo di chi crede in Silvio Berlusconi senza se e senza ma, senza neanche voler sentire, ascoltare e poi di conseguenza credere a tutto quello che sta succedendo nel mondo reale, a tutto quello di cui parlano i giornali e i siti internet, tutto quello a cui ogni tanto accennano il sedicente Giornale o i tg giusto per dare reazioni o opinioni senza aver mai dato la notizia, il ritrovo si è trasformato così in un happening di gente che in platea sapeva e non sapeva, arringata da gente che sul palco diceva e non diceva (sapendo tutto però…).
venerdì 11 febbraio 2011
"E' tempo di dare senso alle parole"
Questo è il testo di una mia intervista a Gianrico Carofiglio per l'edizione savonese de La Stampa.
La manomissione delle parole (Rizzoli) è stato uno dei fenomeni letterari italiani della seconda metà del 2010, un saggio capace di stazionare a lungo tra i libri più venduti. Il suo autore Gianrico Carofiglio, il magistrato barese che ha conquistato gli italiani con il suo avvocato Guerrieri e che è oggi senatore del Pd, sarà questo pomeriggio, alle 18, nella Sala Rossa del Comune (organizza la Ubik).
Carofiglio, La manomissione delle parole è uscito parecchi mesi fa, nel frattempo la manomissione si è arrestata?
«Per niente. Stiamo registrando l’impazzimento del fenomeno, siamo in piena accelerazione, ormai l’assenza di senso è incredibile e clamorosa. Le ultime settimane si muovono tra la tristezza e l’assurdo, prendiamo quanto ha detto il ministro Frattini sull’intenzione di fare ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo per difendere Berlusconi. Siamo alla fase terminale, alla perdita di controllo totale. Nel “caso Ruby” il presidente del Consiglio dice di avere svolto un’azione diplomatica: ecco lo svuotamento di ogni senso e di significato della parola».
La manomissione delle parole (Rizzoli) è stato uno dei fenomeni letterari italiani della seconda metà del 2010, un saggio capace di stazionare a lungo tra i libri più venduti. Il suo autore Gianrico Carofiglio, il magistrato barese che ha conquistato gli italiani con il suo avvocato Guerrieri e che è oggi senatore del Pd, sarà questo pomeriggio, alle 18, nella Sala Rossa del Comune (organizza la Ubik).
Carofiglio, La manomissione delle parole è uscito parecchi mesi fa, nel frattempo la manomissione si è arrestata?
«Per niente. Stiamo registrando l’impazzimento del fenomeno, siamo in piena accelerazione, ormai l’assenza di senso è incredibile e clamorosa. Le ultime settimane si muovono tra la tristezza e l’assurdo, prendiamo quanto ha detto il ministro Frattini sull’intenzione di fare ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo per difendere Berlusconi. Siamo alla fase terminale, alla perdita di controllo totale. Nel “caso Ruby” il presidente del Consiglio dice di avere svolto un’azione diplomatica: ecco lo svuotamento di ogni senso e di significato della parola».
mercoledì 9 febbraio 2011
Plurale femminile
Amici, facciamoci da parte, facciamo tutti un bel passo indietro e andiamo a parlare di calcio e motori, perdiamoci senza rimorsi dietro un pallone che rotola e godiamo davanti ad un’altra incredibile staccata di Valentino (il motociclista, non lo stilista), e se qualcuno ha velleità culturali si dedichi a cinema, musica, arte, teatro, letteratura, a quello che vuole. Insomma, molliamo il colpo e lasciamo spazio alle donne. Prendiamo spunto dalla bella iniziativa di domenica 13 febbraio “Se non ora quando?” e affidiamo le cose serie a loro, che noi di danni ne abbiamo fatti abbastanza.
lunedì 7 febbraio 2011
In fondo... a sinistra
Un tot di sere fa un carissimo amico affetto da berlusconismo acuto mi ha chiesto, con fare provocatorio, davanti ad un’ottima pizza al tegamino di Dessì, quali "sarebbero" oggi i valori della Sinistra. Eravamo nel bel mezzo di una discussione in cui il simpatico commensale descriveva il suo amato come il più grande perseguitato dai giudici della nostra storia e quindi il mio stato di ebollizione era al livello di guardia.
Invece, rispondere a una domanda come quella esige tranquillità, riflessione e un pasto più leggero… E, allora, ecco in ordine sparso alcuni spunti di riflessione, che non vogliono per nulla essere esaustivi sul tema.
Invece, rispondere a una domanda come quella esige tranquillità, riflessione e un pasto più leggero… E, allora, ecco in ordine sparso alcuni spunti di riflessione, che non vogliono per nulla essere esaustivi sul tema.
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